Husavik, ma quali balene???


La giornata si preannunciava bene: incredibilmente, dopo giornate di pioggia, era venuto il sole. Ideale per la nostra gita a vedere le Balene.

Husavik, in Islanda, è una delle mete più “rinomate” d’Europa per fare Whale Watching, nelle guide danno un 95% di probabilità di avvistamenti.

Contenti della bella giornata e eccitati per l’esperienza che stavamo per fare, siamo saliti a bordo della nave… l’avventura cominciava.

La nave era un ex peschereccio, non molto grande, visto il numero di persone. A farci da Cicerone, un ragazzotto tedesco, uno dei tanti stranieri che vengono a fare gli animatori qui in Islanda.

La tuta per affrontare i marosiUna volta al largo, il nostro amico tedesco, ci spiega che ci avviserà quando avvista le balene (lui ormai è un lupo di mare…) e ci indicherà la direzione, dandoci “l’ora”: twelve (12) davanti a noi, six (6) dietro di noi e così via.

Parte così la caccia, la nave va a zig zag ed è tutto un ululare di “twelve!! eleven!!! three!!!!”, mentre la gente trasborda a destra e sinistra al richiamo del tedesco.

Ma di balene, pur tanto bramate, nemmeno l’ombra. Anzi, sì, diciamo che l’ombra, o meglio una mezza pinna fuori dall’acqua, ogni tanto capitava di vederla per mezzo secondo; ma sarà poi stata una balena?

Intanto la caccia proseguiva con la nave dondolante. Non dimentichiamoci infatti che stiamo parlando di un peschereccio, non una nave di grandi dimensioni, quindi soggetta a basculamenti molto forti. Inoltre il capitano, bell’uomo piacione islandese, aveva la passione per la vela e voleva per forza deliziarci con una navigazione a vela, senza motore. Cosa che subito ha gasato un paio di turisti che han potuto (non gli pareva vero) issare le vele agli ordini del capitano.
Che bella cosa, andar di vela! soprattutto però quando c’è vento, ma il capitano non è fortunato e il vento cala. Così, dopo una decina di minuti, si ritorna al motore…

Ma torniamo alle balene. Dovete sapere che non eravamo gli unici in mare: in tutto eravamo 4 navi cariche di gente alla ricerca delle balene. Immagino che le balene, vistesi disturbate da tutti questi guardoni, abbiano preferito andare verso il largo.

La caccia è durata almeno un paio d’ore. Come dicevo, avvistamenti pressochè nulli, ma invece, dopo una navigazione così zigzagante, su una barca già di per sè non molto stabile, per chi non è abituato son cominciati i dolori. Io sentivo il mal di mare, ma in qualche modo son riuscito a contenerlo. R. purtroppo no, tant’è che ad un certo punto ha vomitato l’anima in mare.

A nulla sono valse le parole di conforto del biondo germano: parole pro-forma, poi ha detto “ormai per vomitare, hai vomitato, c’è poco altro da fare” ed è tornato ad intrattenere gli ospiti.

Purtroppo non era finita: dopo ore di caccia inutile e da sentirsi male, c’era la seconda parte della graziosa gita. Perchè noi, che volevamo fare le cose fino in fondo, non potevamo accontentarci del whale watching… ci sono anche i Pulcinella di mare!

E così, eccoci alla seconda parte della gita, ovvero andare a visitare uno scoglio dove nidificano i pulcinella. Non c’è che dire, questi uccelli sono veramente graziosi, ma con R. ridotta così, ovviamente la gita era già parecchio rovinata.
In compenso arriva il nostro cicerone, a rintemprarci con del tè e delle ciambelle rinsecchite, decisamente vecchie di giorni.
Nel frattempo arriviamo agli scogli. Bello lo scoglio! Ma i pulcinella? sono quei puntini neri… ma andare più vicini? Beh, ovviamente non si può, è vietato. Quindi se non hai un mega cannocchiale, anche in questo caso non vedi nulla.
Fantastico, veramente fantastico. Scatto qualche foto svogliamente, pensando a quando finirà questa tortura e potrò riportare sulla terra R. .

Finalmente dopo un’altra ora, si comincia la strada verso il porto. Comincio a rilassarmi, faccio forza a R. (che nel frattempo ha vomitato un altra volta) dicendole che tra un po’ siamo arrivati.
Ancora il capitano cerca per l’ennesima volta di usare le vele. Pare che a ‘sto giro ci sia il vento, peccato che ad un certo punto giri in senso contrario. Che fare? Riattaccare il motore? certo, se non fosse che… il motore si è rotto!!! All’inizio pareva uno scherzo, ma invece era vero!!! Non ci potevo credere, c’erano questi che ridacchiavano dicendo che avremmo dormito in barca.
Ero distrutto io, figurarsi R. . Arrabbiati, delusi, stanchi, spossati, con il mal di mare. E questi scherzavano!!!
ad un certo punto dicono che sta arrivando “l’Ingegnere”, così lo chiamano, the Engineer.
In effetti arriva un motoscafo da cui sbarca un tipo del tutto identico a Benny Hill con un bel tutone blu da meccanico. Scende in sala motori e si cominciano a sentire delle martellate… bong bong bong!
Dopo un po’, l’Ingegnere fa cenno di provare ad accendere i motori. Il capitano prova ma niente. E allora via altre martellate!
Alfine, riescono ad aggiustare il motore e finalmente si parte verso il porto.
Risultato: 6 ore in mare, nessuna balena vista e l’idiota tedesco che si scusa e ci dice che al bar offriranno a tutti una colazione. che beffa!
Nessuno però pareva essere infastidito come noi due, anzi parevano quasi contenti per l’avventura. Boh, la gente è strana, ma comunque, al di là delle disavventure, le balene non si sono obiettivamente viste anche confrontandomi con altre persone che hanno fatto whale watching e che mi dicevano di averle viste sul serio.
In teoria, è previsto il risarcimento se non ci sono avvistamenti, che consiste nel poter riprovare il giorno dopo. Ma uno che sta viaggiando, come fa a fermarsi un altro giorno per vedere le balene? E poi, dopo quell’esperienza, non avevamo certo voglia di riprovarci.

E così, finisce la nostra disavventura, concludendo che in ogni caso queste agenzie non hanno mostrato grande professionalità.

Copyright © 2009 - All Rights Reserved

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: