Guy Delisle, Cronache di Gerusalemme

Guy Delisle, Cronache di Gerusalemme
Guy Delisle, Cronache di Gerusalemme
Delisle fa parte del cosidetto Graphic Journalism o Comics Journalism. E’ un giornalista, perchè racconta fatti veri, ma li racconta con il disegno. Racconta i paesi che visita o in cui soggiorna.
Per me è il massimo: amo i fumetti, mi piace il giornalismo, adoro viaggiare, cosa potrei volere di più?

Delisle è una persona che conduce una vita decisamente particolare: è un fumettista ed ha sposato una donna che lavora per Medici senza Frontiere. Questo vuol dire vivere un anno in un posto, qualche mese in un altro, e così via.
E così lui, si sposta di paese in paese, seguendo la moglie e i figli, e racconta le sue esperienze di vita.

In Cronache di Gerusalemme ci parla del suo anno passato in Israele, con la moglie sempre a fare la spola tra Gerusalemme e la striscia di Gaza.

Delisle gira, conosce persone, si intrufola di qua e di là, con la curiosità tipica del giornalista. Incontra ebrei ortodossi, palestinesi, cristiani.
E poi disegna, disegna, disegna… si vede che è uno che ama il segno, non gli importa di essere un esteta, di essere un disegnatore alla Moebius, gli interessa di più lasciare una traccia per poter raccontare qualcosa.

Le cose che ci racconta sono tante, tanti episodi, apparentemente scollegati, semplici momenti di vita quotidiana, ma così facendo ci racconta questo paese. Alla fine il quadro si compone e si ha un’idea chiara di cosa sia Israele.

Un paese in cui è difficile vivere, in cui ci sono mille regole per dividere israeliani e palestinesi, in cui il peso delle religioni con le loro “tradizioni” che si intrecciano, si incontrano e si scontrano è incredibile, e pervade anche le piccole cose.

Delisle ci racconta tutto con un tocco molto umano, sempre comprensivo verso tutti e tutto, e il suo disegno, così semplice e “buffo”, gli permette di illustrarci la tragedia della guerra con tocco leggero, ma non per questo meno profondo.

E ci sono tanti episodi che fanno riflettere, anche se l’autore sembra raccontarci le cose senza dare giudizi.
Ad esempio, gli innumerevoli incontri/workshop da lui tenuti presso palestinesi e arabi, in cui nessuno sapeva nulla di fumetto, forse non erano nemmeno del tutto interessati alla cosa, ma… per persone che vivono la guerra quotidianamente, forse basta anche quello per distrarsi un po’.

E poi gli ebrei integralisti, pieni di figli, ma spesso relativamente poveri… questo mi ha fatto riflettere. A volte abbiamo un’idea degli ebrei sempre ricchi o benestanti, invece ho l’impressione che in Israele ci siano molti che fanno una vita abbastanza modesta. Sono venuti in Israele per avere una patria, una terra.
E la vogliono a tutti i costi, anche cacciando i palestinesi.

Infine, Gerusalemme. Un intrigo di religioni, per ben 3 religioni è un luogo sacro. Potrebbe essere un luogo di culto comune, ecumenico, e invece no, è un luogo di divisione.

Queste sono solo alcune delle cose che l’autore ci racconta,

Approfondimenti:

  • 10 capolavori del Graphic Journalism
  • Guy Delisle su Wikipedia
  • Sito dell’Autore

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